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  - (2004) Enquête sur les COR
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  - (2006) Operation "Comitato Liberazione Sardegna"
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  - Nuclei Proletari per il Comunismo
  - Nucleo Proletario Rivoluzionario
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  - Parti-Front Populaire de Libération de la Turquie/Avant-garde Révolutionnaire du Peuple (THKP-C/HDÖ)
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Luttes & Prison Luttes & Prison
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Manifs & Contre-Sommet(s) Manifs & Contre-Sommet(s)
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  - Sommet de l’Union Européenne de Laeken (14 décembre 2001)
  - Sommet du G8 à Gênes en juillet 2001
  - Sommet européen de Thessalonique (Juin 2003)

Maoistes Maoistes
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Répression Répression
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Sabotages & Actions Sabotages & Actions
Présentation de l'APAAPA ?
Publiée le 17 avril 2005

- Luttes & Prison


Iniziativa anticarceraria a Bergamo

Sabato 9 aprile ’05 si è tenuta una prima iniziativa di controinformazione davanti al carcere di Bergamo per denunciare le pesanti condizioni in cui sono costretti a vivere i detenuti, il cui livello di esasperazione è sfociato recentemente anche in due “suicidi”.

Durante l’iniziativa sono stati diffusi volantini ai familiari dei detenuti e ai passanti e sono stati affissi degli striscioni :

- “ Contro il carcere e la società che lo crea ”
- “ Carcere Killer seriale ”
- “ Castelli ministro dell’ingiustizia ”
- “ Contro lo stato di polizia e la società galera ”.

Quasi al termine del volantinaggio, le forze dell’ordine ci hanno intimato di togliere gli striscioni, dimostrando, per l’ennesima volta, che non è possibile esprimere dissenso, forse anche per non turbare il tranquillo svolgimento della visita del Ministro Castelli.

Quello di oggi è il primo passo di una campagna di mobilitazione contro la repressione, che, anche nella nostra città, colpisce lavoratori, immigrati, studenti...

Questa non è altro che una breve cronaca della prima iniziativa anticarceraria svoltasi a Bergamo, dopo diversi anni di “letargo”.

La visita al carcere del Ministro Castelli non ha influenzato assolutamente la nostra decisione già presa di essere presenti e di volantinare fuori dal carcere, non accettando le scadenze imposte dallo stato e, per di più, evitando di dare peso e rilevanza ad una “persona” del genere.

Solamente la sensibilità, la solidarietà e la presa di coscienza ci hanno fatto muovere, date le condizioni sempre più drammatiche ed inumane che nostri fratelli e nostre sorelle, tra soprusi, pestaggi e “suicidi”, sono costretti/e a sopportare.

Facciamo, perciò, appello a tutti i comitati, collettivi, gruppi di affinità ed individualità a costruire, in ogni città, delle giornate/azioni di lotta anticarceraria e a mobilitarsi contro ogni forma di repressione.

La lotta contro le condizioni carcerarie, infatti, non è che uno degli aspetti della necessaria mobilitazione contro la repressione che quotidianamente, in questo “stato di polizia” ci colpisce : dalla dura repressione delle lotte di lavoratori, disoccupati, studenti agli sgomberi delle case occupate, dalla militarizzazione delle nostre città ai sistemi di “video sorveglianza”, dalla criminalizzazione delle lotte politiche, sociali e sindacali...fino ai CPT , “centri di detenzione temporanea” per immigrati, in realtà vere e proprie galere all’interno delle quali alle condizioni disumane si uniscono sempre più spesso azioni repressive, violente e umilianti, come quella recentemente verificatasi al CPT di via Corelli a Milano.

Le condizioni degli immigrati - da sempre oggetto di pesanti discriminazioni, supersfruttamento, razzismo, negazione di ogni più elementare diritto - rappresentano un altro necessario terreno di mobilitazione, soprattutto a fronte dei recenti episodi di repressione dentro e fuori ai CPT e delle campagne che, anche a Bergamo, stanno sempre più pesantemente colpendo lavoratori immigrati “ambulanti” : anche il sindaco “di sinistra”, uniformandosi alle esigenze dei benpensanti che li ritengono indecorosi per le vie del centro e rievocando le “ronde padane”, sta portando avanti una campagna finalizzata a togliere, di fatto, gli immigrati, dalla vista dei cittadini perbene dediti allo shopping ...

Non vogliamo che tutto questo passi sotto silenzio, che in nome della demagogica lotta all’ ”abusivismo” dei venditori ambulanti si attuino, in realtà, retate finalizzate a identificare immigrati cosiddetti clandestini, per rispedirli nei paesi di provenienza o farli marcire in condizioni disumane in quei “lager di stato” che sono i CPT.

Le nostre prossime iniziative di mobilitazione contro la repressione e il carcere, saranno, pertanto, incentrate su questo terreno di lotta.

Soccorso Rosso Proletario soropro@libero.it Comitato Contro il Carcere e la Repressione -Bg- abbattereilcarcere@libero.it


Questi sono i testi dei volantini diffusi :

CARCERE KILLER SERIALE

Un giovane campano si è ammazzato in una cella di massima sicurezza del carcere di Sulmona, lo stesso giorno in cui aveva tentato di farla finita, tagliandosi le vene, un macedone.

È il sesto a togliersi la vita, in due anni, in questa galera assassina.

400 detenuti, con metà di essi per reati associativi, provenienti prevalentemente dalle disgregate zone e quartieri della Campania.

Non sono suicidi, sono parte degli omicidi di Stato.

Sulmona non è un caso isolato, ma la punta avanzata della situazione generale delle carceri italiane.

Nella prima settimana di marzo, un altro detenuto si è ucciso a Bergamo.

Governo e parlamento, il disgustoso ministro Castelli, sono attivamente impegnati nella “salva Previti”, cioè nell’evitare il carcere alla vera, grande malavita del nostro paese, fusa indissolubilmente col governo di questo paese.

Mobilitarsi per una manifestazione a Sulmona, dopo Biella, dove nel mirino della persecuzione sono i prigionieri politici, è la proposta che Soccorso Rosso Proletario lancia e porta avanti.

Non è solo un occuparsi di diritti umani, sempre enunciati e mai realmente rispettati nelle società imperialiste, ma parte integrante della lotta politica e sociale contro lo Stato di polizia e la società galera, il regime di moderno fascismo in formazione.

Per organizzare la mobilitazione, prendere contatti con :

Soccorso Rosso Proletario : soropro@libero.it

ALL’ ATTENZIONE DI TUTTA LA POPOLAZIONE

In questa città esiste un posto dove si urla e si soffre, dove la notte non si può guardare le stelle se non attraverso delle fredde sbarre, dove non si può fare l’amore con i propri amati, dove solo con l’immaginazione puoi sentire il rumore degli uccelli e l’odore dei campi fioriti, dove il tintinnio delle chiavi impugnate dalle guardie vuol dire isolamento, privazione della libertà, torture, pestaggi, suicidi, schiavitù.

A Bergamo esiste questo posto come in altre città, è quella lugubre struttura che si trova in Via Gleno : IL CARCERE

Sai che oltre quelle mura, dietro quelle sbarre sono rinchiusi uomini e donne cui è stato tolto tutto, gioie, affetti, dignità, libertà ?

Sai quanta sofferenza e morte dispensano queste istituzioni di annientamento ? Forse conosci il carcere per sentito dire, forse conosci qualche persona che ha vissuto quell’esperienza, forse ti è capitato di partecipare a dibattiti o iniziative sulla tematica, oppure può darsi che ti sia capitato di passarci un periodo di segregazione, un tempo, che, anche se pur breve, sembra essere infinito... Ma forse non sai che oltre ai detenuti, esiste una struttura repressiva creata in nome della “Giustizia” che tiene incarcerati ragazzi e ragazze, uomini e donne, che dovrebbero vivere liberamente e non essere chiusi dentro quelle quattro mura che schiacciano la loro personalità e annientando la loro vita.

Curarsi dietro le sbarre è un lusso. Di carcere si muore. Il 55% dei detenuti che si toglie la vita lo fa nei primi sei mesi di reclusione e il 65 per cento nel corso del primo anno. Dentro è un inferno.

Il carcere, il peggiore strumento di tortura inventato da questa umanità, deve essere smantellato, pezzo per pezzo.

In modo che non rimanga più nulla di questa barbarie e che mai più si ricostruisca un’infamia simile. Le tue mani, la tua mente e la tua solidarietà sono necessarie per cominciare quest’opera di demolizione del carcere, partendo proprio dagli aspetti più indegni : carcere minorile, manicomio giudiziario, centri di detenzione per migranti, carcere per le persone malate... il carcere tutto !

Aggregati a noi !

C’è chi 365 giorni all’anno è considerata una persona cattiva, deviata, ribelle e per questo giustificano il fatto di punirla, rinchiuderla, isolarla. E c’è chi 365 giorni all’anno si arroga il diritto di poter amministrare questa situazione, gestire la norma, costruire il consenso, reprimere il dissenso.

Comitato Contro il Carcere e la Repressione -BG-


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